Camo, il museo a cielo aperto delle Langhe

Amo viaggiare e amo l’arte in tutte le sue forme, dalle opere classiche a quelle contemporanee e cerco sempre di comprendere il senso di un’opera dal punto di vista dell’artista, senza pregiudizi.

L’arte non dev’essere per forza complessa, o un’opera di difficile esecuzione tecnica, ma deve veicolare un messaggio, forte e chiaro, che ci faccia riflettere.

Il viaggio e l’arte sono complementari: quando viaggiamo cerchiamo sempre qualcosa che per noi sia fonte di ispirazione e fissi nella nostra memoria dei ricordi indelebili e felici.

A Camo, una frazione di Santo Stefano Belbo, oltre ad un borgo antico circondato dalle colline, ho trovato anche un insolito museo, a cielo aperto, che rende fiabesco questo luogo silenzioso, in cui regna la pace e l’arte è di casa.

Qui, ritroviamo la creatività ammirando il paesaggio e le opere di artisti di tutto il mondo che si fermano in questa terrazza sulle Langhe e decidono di lasciare un segno del loro talento.

Ho scoperto Camo durante un evento organizzato dalla Pro Loco, che ha trasformato il centro silenzioso in una grande festa, pronta ad accogliere artisti e visitatori.

I residenti del paese sono sicuramente la colonna portante di questo progetto e della trasformazione del loro territorio; attraverso il loro impegno aiutano ad organizzare gli eventi culturali, montando e smontando palchi, si integrano con gli artisti, ci dialogano, si confrontano e permettono loro di dar vita nuova al borgo.

Di solito, siamo abituati a vedere le mostre d’arte in ambienti chiusi e a pagamento, soprattutto se siete di città come me, sapete bene che gli eventi culturali hanno spesso un inizio e una fine, non rimangono visitabili per anni, a meno che non si tratti di collezioni permanenti. Questo concetto è tipico dell’arte “fast”, che esattamente come la nostra società corre veloce.

Il Museo a Cielo Aperto (MCA)

Il Museo a Cielo Aperto (MCA) di Camo, al contrario, è un progetto che rende l’arte gratuita e accessibile a tutti, non esclusiva e elitaria, destinati a pochi.

Basta infatti recarsi nel centro storico e appena arrivati vedrete subito le prime opere d’arte sul muro esterno che circonda il borgo.

Dopo la salita da percorrere per raggiungere la piazza principale, fulcro della vita di paese, si aprirà davanti a voi una vista superlativa sui vigneti e sul panorama collinare.

Il Bricco delle Allodole dipinto da Ravo Mattoni

Nel Museo troverete diverse opere tra cui anche installazioni all’aperto, che nel tempo vengono restaurate o modificate dagli artisti. Questo format permette alle opere d’arte di rimanere per lungo tempo a Camo, seguendo il principio dell’arte slow.

Ho avuto la fortuna di poter conoscere Claudio Lorenzoni, che ha realizzato il progetto del Museo a Cielo Aperto, insieme a Valentina Cei, responsabile stampa del MCA. Claudio e Valentina si sono impegnati per valorizzare un territorio, concentrandosi sull’arte e sul turismo consapevole.

Ma cos’è il turismo consapevole? Un modo di viaggiare più rilassato che, in contrapposizione alla nostra società, non ha niente a che fare con la frenesia e ci indirizza verso posti non ancora troppo conosciuti che non hanno nulla da invidiare, con la loro bellezza e autenticità, alle destinazioni turistiche affollate.

Sculture di Geremia Renzi e Lucia Rosano

Il Museo del Riciclo

Oltre al Museo a Cielo Aperto, a Camo troverete anche il Museo del Riciclo, gestito da Stefani Ann, una signora di origine inglese che si è innamorata delle Langhe (come biasimarla!) e ha deciso di trasferirsi con il marito in questo magnifico territorio.

Con la sua esposizione artistica ha voluto rendere onore alla vita contadina trasformando oggetti e utensili tipici della vita rurale, donati dagli abitanti di Camo, in complementi d’arredo funzionali e dal design originale.

COSA VEDERE NEI DINTORNI

  • Cantine di Santo Stefano Belbo
  • Casa natale di Cesare Pavese
  • Alba
  • Barbaresco

Come ho accennato all’inizio dell’articolo, Camo è una frazione di Santo Stefano Belbo, celebre per il suo ottimo vino moscato.

Vi consiglio, dunque, di curiosare tra le cantine nei dintorni se siete amanti del buon vino, di godervi una passeggiata nella natura e di visitare la casa natale dello scrittore Cesare Pavese.

Se avete ancora del tempo a disposizione, vi consiglio anche di fare un giro ad Alba e Barbaresco, due perle delle Langhe.

Vi lascio con una citazione a me cara dello scrittore Cesare Pavese, nato in questo territorio.

Un paese vuol dire non essere soli, sapere che nella gente, nelle piante, nella terra c’è qualcosa di tuo, che anche quando non ci sei resta ad aspettarti.

– Cesare Pavese

Queste parole ci ricordano che le nostre radici sono importanti e non dobbiamo mai dimenticarci da dove veniamo.

Onoriamo sempre la nostra terra e viaggiamo consapevolmente, in modo responsabile, rispettando i posti che visitiamo, sentendoci grati per le bellezze che ci circondano.

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